messaggio angelico settimanale

Messaggio Angelico Settimanale

MESSAGGIO ANGELICO SETTIMANALE


CARTA 1:

“ZETTELANKLEBER “

 

Nulla si ripete e ciò che ieri hai lasciato ha gettato un filo sul tuo divenire. Raccogli solo quel filo che sale a spirale verso il futuro e vivi nella pienezza di ciò che ti porta. Quello che ti sembra l’inesorabile crudeltà del tempo è una scala che inizia col primo gradino proprio davanti ai tuoi piedi.

Messaggio: spesso l’autunno, come l’inizio della stagione matura per l’età dell’uomo, è visto come il malinconico preludio all’immobilità dell’inverno in cui ogni traccia di vita sembra dimenticarsi di sé e sopirsi, avvolta nel suo gelo.

Ma l’inverno non è l’esilio del cuore, piuttosto un momento di calma in cui si può riflettere e riassumere tutto ciò che si è fatto prima, per far tesoro dell’esperienza, così da essere pronti quando la primavera, irrompendo, tornerà con nuove proposte.

Sii spensierato nell’autunno del cuore e accogli l’inverno con lieta serenità. La spensieratezza è la capacità di rendere il cuore leggero e non c’è gelo, vento o burrasca che possa durare a lungo da rendere l’anima arida e fredda come un deserto.

La spensieratezza è un raggio di sole.

Suggerimento: hai forse appena notato una piccola ruga sul tuo viso? Che sgomento quei primi segni di un’età che non vuole fermarsi!

Quanta malinconia nel tuo sguardo ritrovando un ricordo, un profumo, una musica, in un attimo di magia nell’aria che, ti riporta la visione di una giovinezza in cui non conoscevi che la gioia inebriante del tuo splendore, in accordo perfetto con la vita che festosa ti faceva mille promesse?

In quella stagione eri come la gemma di un ramo in primavera, turgida e tesa, pronto a scattare in tutta la sua forza per mostrarsi al sole.

Eppure il ramo che ancora ti sostiene quasi si piega sotto un nuovo vigore: ora sei ciò che la gemma manifestava orgogliosa, sei il magnifico frutto in cui è racchiuso tutto quello che la gemma prometteva.

Assapora la dolcezza squisita che racchiudi in te, il profumo avvolgente come una carezza.

Ciò che matura in te è il seme del divenire che ha bisogno della tua accettazione e della tua saggezza per continuare il ciclo, per ritrovare un’altra primavera con una nuova consapevolezza.


CARTA 2:

“LEAFY”

 

Canta e danza sulle rive dorate di spiagge dimenticate. Il tuo riso felice è la nota sublime che fa vibrare le corde dell’arpa.

Messaggio: Il mio compito è quello di richiamare la leggerezza nel cuore di tutti coloro che si affannano senza sosta nei loro pensieri, dimenticando com’è bello ridere.

Fermati ogni tanto per dilatare il tempo in un sorriso spensierato e per gustare il nettare che i suoi fiori ti offrono.

Quel tempo che ti sembra di rubare alla corsa dei tuoi affari ti concederà la frescura dell’ombra: un attimo di sosta per rendere più lieve il tuo passo.

La limpida risata che spontanea ti giunge dal cuore sgorga come l’acqua fresca di una sorgente e somiglia alla brezza leggera che solleva le ali dell’anima per permetterti un piccolo volo.

Suggerimento: quante volte nel tuo lavoro quotidiano ti concedi una, seppur breve, pausa per dare tempo al tuo cuore di riprendere un battito normale?

E quanto spesso lo lasci parlare quando cerca di richiamarti all’essenziale, a ciò che è veramente importante e che tu non riesci più a capire?

Spesso quando si diventa adulti si finisce col cedere a un gioco pericoloso in cui si falsano e si dimenticano molti concetti come la spontaneità e la semplicità. Vuoi ritrovare la strada che te la indicava?

La conoscevi quando eri intento nel gioco, nella serietà di chi dà tutto se stesso in quel che fa. Eppure i tuoi occhi brillavano e i tuoi piedi erano leggeri e potevano correre felici.

Non ti interessava il futuro perché, come ogni bambino, ne conoscevi il segreto, perciò vivevi assorto da sbalordire con la capacità di dilatare il tuo presente, trovando il tempo dello stupore e dei sorrisi.



CARTA 3:

“JACQUES SOURIRE”

 

Mi inganna l’ironia del tuo sorriso che si schiude sulle mille facce che fai mentre ti vesti e ti svesti d’argento e vieni danzando nel cielo delle notti.

Messaggio: anche se può sembrarti una mia vanità, in effetti questo è il mio compito.

Quello cioè di suggerire un sorriso dove questo scarseggia, di alleggerire una tensione eccessiva e, soprattutto, di insegnare alle creature, specialmente a quelle umane, a sdrammatizzare una situazione difficile.

Quante volte voi esseri umani vi perdete in intricati labirinti confondendovi in quei meandri da cui avete allontanato la spensieratezza e i colori.

La vita non è solo una serie infinita di tristezza, una lunga processione di tragedie, un’interminabile repertorio di drammi pesanti e tediosi. La vita, invece, si espande splendidamente in spirali multicolori che si avvolgono verso l’alto.

Basta spostarsi un po’ per vedere cambiare le cose. Così vorrei aiutarti a indossare abiti di scena un po’ meno grigio e tetri, quando la tua tendenza al dramma ti porta a commiserarti e a piangere su te stesso senza ritegno.

Concediti di liberare dal cuore il segreto di una risata. Scoprirai che le tue emozioni e i tuoi sentimenti possono essere trasformati.

Sentirai un nuovo vigore darti coraggio e forse riuscirai perfino a ridere di te stesso e della tua buffa faccia imbronciata.

Suggerimento: forse non c’è un solo momento nella vita in cui siamo, per così dire, sollevati da un ruolo da interpretare anzi, in genere interpretiamo più ruoli contemporaneamente.

Ognuno di quei ruoli ha il suo copione e noi ci destreggiamo, il più delle volte inconsapevolmente, in quelle parti, ora come protagonisti, ora come comparse.

In ogni caso, comunque, ci ritroviamo a recitare dimenticandoci un po’ troppo spesso di noi, della nostra verità interiore, della spontaneità dei nostri sentimenti, salvo poi scoprirsi stressati e in piena crisi quando abbiamo bisogno di fare un passo verso noi stessi e non riusciamo a trovare l’ingresso del nostro esclusivo mondo interiore.

È vero che la vita non concede molte tregue e spesso è un vero e proprio bombardamento di situazioni, non sempre facili da controllare e, quando ci accorgiamo di essere stanchi, non siamo già più capaci di essere obiettivi.

Allora è necessario prenderci cura di noi stessi e imparare a volerci bene. Così, forse un po’ malconci, ma animati da una sottile speranza, ci incamminiamo, ancora un po’ barcollanti, verso casa decisi a incontrare noi stessi.

L’ironia, non l’amaro e pungente sarcasmo, è una buona qualità dello spirito, in grado di smascherare apertamente, in modo sottile, la nostra tendenza teatrale a oscillare di continuo fra tragedia e commedia e che, ci viene suggerita proprio quando le cose intorno a noi sembrano assumere un carattere estremamente serio.

Saper prendere un po’ in giro noi stessi può aiutarci a vedere sotto un aspetto diverso anche i nostri difetti.

Volerci bene vuol dire accettare ciò che siamo, completi di mancanze ed innumerevoli imperfezioni sentendoci capaci però, di lavorare per noi stessi, in grado di superare e di trasformare i sentimenti che ci limitano.

I nostri difetti possono diventare i nostri pregi, se impariamo a considerarli delle guide per il nostro progresso, se impariamo a lavorare sul loro aspetto positivo, senza intraprendere inutili guerre contro di essi.

Soprattutto, se impareremo a volerci tanto bene da assolverci quando commettiamo un errore, ci accorgeremo che è più facile comprendere come far meglio la prossima volta.

Ci accorgeremo che non ci importa più così tanto apparire impeccabili e diversi da quello che siamo e che, pian piano, ci stiamo, sempre più trasformando in noi stessi.


CARTA 4:

“SPILLIKIN”

 

Immaginari destrieri cavalcano i miei desideri. Con essi raggiungo il tuo mare e nell’oro liquido che si perde in una scia all’orizzonte si immerge la mia volontà urlando di gioia e saltando i candidi spruzzi delle sue onde.

Messaggio: Il mio compito è quello di proteggerti e di accompagnarti per via ogni volta che il tuo sguardo si posa verso un punto lontano, scrutando l’orizzonte alla ricerca della sua destinazione.

Mi rivolgo al viandante che, ogni tanto, si risveglia in te, a quell’inquietudine che improvvisa assorbe ogni tuo pensiero e che ti fa desiderare ardentemente di raggiungere l’oro che si accende tra le nuvole al tramonto, per seguire l’avventuroso viaggio del sole.

Se è il suo mistero che vuoi conoscere, allora vai. Nel caso che è la verità che stai cercando, allora non indugiare e non fermarti mai.

Qualora ogni tanto un piccolo ostacolo ti farà inciampare e ti fermerà, sarà solo per suggerirti un attimo di riflessione, sarà per farti abbassare lo sguardo verso qualcosa che evidentemente stavi trascurando, per ricordarti di chiedere al tuo cuore, per sentire se è la sua voce sincera che stai ascoltando, mentre guardi lontano nella tua vita alla ricerca della tua meta, mentre navighi e scruti attento l’orizzonte in attesa di scorgere la terra promessa al tuo cuore.

Diventa quindi il capitano della tua nave, ma per farlo devi imparare a conoscere bene ogni elemento che la compone e ad amare il tuo equipaggio, e a non sentire avversa l’onda che alternativamente ti spingerà ora in alto e ora in basso.

Suggerimento: tutti noi siamo, in un certo senso, dei viandanti o lo siamo stati almeno una volta, anche solo per pochi momenti, ma alcuni di noi lo sono per attitudine.

Il viandante per vocazione è spesso pervaso da una velata malinconia, ma non di rado è dotato di grandi ideali.

Egli è riconoscibile dall’andatura leggermente protesa in avanti e dallo sguardo che oltrepassa le cose e le persone, senza mai fermarsi veramente su esse.

Sempre scontento di ciò che trova sul suo cammino egli guarda in avanti, sicuro che troverà più oltre ciò che sta cercando. Non sempre però è sicuro di ciò che vuole trovare.

C’è in alcune persone una smania continua, una specie di febbre che le rende sempre insoddisfatte, ansiose di cambiare la rotta che stanno seguendo, perché sentono che quella strada non fa per loro e sono già pronte a seguirne un’altra con lo stesso entusiasmo, finché un bel giorno, anche loro, troveranno quella giusta.

Se senti di far parte di questa grande famiglia di ansiosi ricercatori dai piedi alati, è probabile che incrocerai, prima o poi, lo sguardo divertito di qualcuno che vuol dirti, con un ironico sorriso, che ciò che stai cercando con tanto affanno, è davanti a te, forse proprio sotto il tuo naso, e aspetta soltanto che tu possa scoprirlo.


CARTA 5:

“WHIFFLE”

Oltre le porte dei sensi il tuo Spirito ti guarda. Libero e magnifico scalpita come un destriero dal candido manto lucente come luce di Luna. Sul suo petto brilla il gioiello di smeraldo e sulla fronte arde fulgido il diamante. Possiede ali per portarti lontano attraverso le porte dei sensi.. il tuo Spirito ti chiama.

Messaggio: la mia voce è sottile come il battito d’ali di una farfalla e le mie parole hanno il sapore dell’aria frizzante del mattino. Riuscirai a sentirle? Perché è a te che voglio parlare.

Resta calmo e tranquillo nel cuore e ascolta. Le piccole scintille di luce che gli uomini chiamano idee sono un po’ come i granelli di polline dorati che a primavera volteggiano nell’aria e che a volte, un po’ timidi, sembrano non sapersi decidere nella giusta direzione e per questo vanno guidati.

Spesso è così per le piccole intuizioni che gli uomini lasciano andare, non apprezzate, sprecando così quella luce che guizza veloce e che non hanno saputo afferrare.

Come quel piccolo granello ha in sé la memoria della pianta madre, così ogni scintilla che si accende in te ti parla della conoscenza, poiché racchiude la memoria dell’intero Universo.

Sii attento e sii grato perciò per quel dono prezioso.

Suggerimento: forse stai cercando una risposta che non trovi.

Chiudi gli occhi e respira sereno fino a sentire come fossi sdraiato fra l’erba fresca di un prato mentre lasci liberi i tuoi sensi di percepire pienamente ogni cosa intorno a te.

Non costringere, cercando di razionalizzarle, le sensazioni che essi ti portano ma lascia piuttosto che ti attraversino, come quel vento leggero che ora respira in te, insieme al tuo respiro.

E il tuo essere sembra dilatarsi in quell’esperienza, mentre il battito del tuo cuore si fonde come con il ritmo dei tuoi pensieri.

Ora il tuo cuore e la tua mente volano uniti, insieme alla brezza leggera, lontano oltre le nubi che a tratti velano la luce del sole, seguendo il richiamo di un mondo al di là delle percezioni grossolane dei sensi comuni.

L’intuizione è come uno schiocco di dita che rompe il torpore della mente, è come una folgore che arriva improvvisa e veloce a squarciare le nuvole, portando un bagliore di luce. La risposta che cerchi è nel mondo di luce.

Sei tu, tuttavia, che devi andare verso quel mondo con il cuore e la mente aperti e ricettivi per sviluppare sensi più sottili, con le facoltà che essi possiedono, con la sincerità e la disponibilità necessarie per poter accogliere la conoscenza.

E’ quando il tuo desiderio sarà ardente e puro come la fiamma che potrai bere alla fonte infinita e ricevere l’intuizione, il giusto tassello che ti permette di proseguire il mosaico che stai componendo.

Abbi fiducia, poiché la conoscenza che ricevi ti giunge dalla sorgente d’amore da cui anche tu sei scaturito.

A piccoli sorsi quell’acqua Divina disseterà la tua anima e allora conoscerai la risposta.


CARTA 6:

“WINK”

 

E camminerai a piedi nudi sull’erba fresca e verde e umida di rugiada al mattino che tenera come fili di seta ondeggia al tocco lieve della brezza e trema in un brivido prima del sole da cui attende un bacio.

Messaggio: è così semplice, eppure gli uomini sono capaci di ingarbugliare talmente i fili sul telaio, da rendere impossibile l’armonioso intreccio fra trama e ordito!

Da ogni creatura vivente ho ascoltato la loro esperienza e ognuna, piccolo grande che fosse, ha espresso la coscienza della propria natura, vivificata dall’accettazione del proprio ruolo.

In ognuna di loro, preda e predatore, vive la stessa magnifica gioia di esistere.

Il mio compito è quello di aiutarti a ritrovare il giusto equilibrio quando senti che la vita si sta ingarbugliando come un gomitolo di lana lasciato tra le zampe di un gatto.

Ho il compito di aiutarti a ritrovare il capo, il filo principale di quella matassa, ossia ciò che è essenziale, il tuo significato nell’oceano infinito dell’esistenza.

Forse ti servirà per ricordare oppure per dimenticare, in ogni caso il segreto che cerchi è nella semplicità: la chiave d’oro del tuo giardino.

Il tuo magnifico giardino interiore, da cui troppo spesso il tuo orgoglio ti fa allontanare.

Suggerimento: forse ti accorgi, qualche volta, di vivere la tua vita senza essere cosciente del posto che occupi e, lungo la strada, ti riempi le tasche di cose inutili che, magari un pizzico di presunzione, ti fa ritenere importanti.

E diventi collezionista di atteggiamenti e pensieri che non sono i tuoi. Forse giochi un ruolo che è di qualcun’altro, ma che ti ostini a sostenere per non sentirsi smarrito.

Se senti che in qualche modo è così dovresti avvicinarti e osservare come si comportano le creature che la natura ospita e nutre nel suo grembo.

In esse c’è il canto continuo del ringraziamento per ciò che ricevono e la gioia di chi ha semplicemente accettato il proprio ruolo nel Grande Cerchio dell’esistenza.

Il tuo ruolo è proprio quello che ti suggerirà il cuore quando avrai accettato di percorrere la strada che ti ricondurrà al tuo Spirito.

Il ruolo che ti vedrà partecipe dell’esistenza di ogni fiore del tuo giardino, quello per cui non percepirai più te stesso estraneo alla tua stessa vita, come uno scomodo bersaglio verso cui mirano i tuoi sentimenti negativi.

La semplicità è accettazione di sé. È quella la chiave d’oro che possiedi per aprire il cancello del tuo giardino. E in quel giardino crescono alberi magnifici che ancora non conosci e fiori che solo tu puoi coltivare.

Solo tu puoi fare innesti e trasformare, far crescere nuove piante e toglierne altre, puoi chiudere l’accesso oppure abbellirlo e prepararlo come quando si attende un ospite speciale.

Sei tu che puoi rendere rigoglioso il tuo giardino occupandoti di curarlo o di renderlo sterile come un deserto.

Accettando di diventare il giardiniere di te stesso scoprirai che il tuo compito è simile a quello di molti altri.

Allora sarai più comprensivo, più disponibile e meno critico nei riguardi del loro lavoro.

È così che, responsabile del tuo ruolo, percorrerai la strada su cui ti aspetta la vita e, lungo il viaggio, ti accorgerai che quella strada si avvolge in una spirale che si allarga all’infinito verso il cielo.


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